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27 marzo 2009
Il nuovo sito dei Giovani Democratici di Ascoli Piceno
E' online il nuovo sito dei Giovani Democratici di Ascoli Piceno.





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27 gennaio 2009
Non dimenticheremo, mai.

E’ impossibile dimenticare quello che è stato, ed il compito di ricordare, spetta alla nostra generazione che non ha vissuto in maniera “diretta” quanto è accaduto negli anni più bui del 900.

Ed è forse proprio perché non siamo stati coinvolti che giorno dopo giorno vediamo riaffiorare virgulti di antisemitismo e razzismo proprio da parte di gruppi spesso formati da ragazzi della  nostra età.

Spetta a noi, riflettere sugli avvenimenti, e trasferire la memoria alle nuove generazioni ribadendo che ogni uomo o donna che sia è libero di esprimere la sua natura senza essere distinto in base all’appartenenza politica, alla sua religione o alle diversità economiche e sociali.

Sembrano cose ovvie, ma alla luce dei fatti ci rendiamo conto che viviamo in una realtà ben differente.

Oggi non dobbiamo ricordare solo il feroce genocidio nazista , ma tutte le ingiustizie che vengono compiute in ogni angolo del pianeta. E non dimentichiamoci soprattutto che anche il nostro amato paese è stato colpito da questa immane tragedia, culminata con la resistenza e la liberazione.

Non dimentichiamoci della medaglia d’oro per attività partigiana. Non dimentichiamoci dei partigiani. Non dimentichiamoci dell’Anpi. Non dimentichiamoci dei fatti di san marco.

Noi giovani democratici, abbiamo vivi i valori della resistenza e dell’antifascismo,perché consapevoli che la costruzione di un nuovo mondo è possibile solo attraverso la negazione del razzismo e della xenofobia, della sopraffazione contro i più deboli e i diversi, contro l’antisemitismo.

I giovani democratici  credono fermamente nei diritti umani, nella solidarietà, nella pace e nella fratellanza ed oggi come ogni giorno si adoperano affinchè cessino i conflitti, perché possano convivere etnie diverse nel rispetto reciproco delle diversità.

 

Non possiamo esimerci dal compito di testimoniare, per non dimenticare.

 

E non pensate che non ci riguardi.
Tutti noi siamo stati strappati dalle nostre case.
Tutti noi siamo stati derisi, spogliati, tolti di ogni dignità.
Tutti noi siamo stati caricati in carri piombati.
Tutti noi siamo entrati nelle camere a gas.
Tutti noi siamo usciti dal camino.

 

 

Francesco Ameli                



 


         

21 gennaio 2009
progetti per interventi in favore di giovani
ASCOLI - L’assessorato alle Politiche sociali dell’Amministrazione provinciale ricorda che il 31 gennaio scadranno i termini per la presentazione di progetti per interventi in favore di giovani da parte di Ambiti territoriali sociali, Comunità montane, Comuni, Unione di Comuni, associazioni giovanili (riconosciute e no) o gruppi spontanei costituiti per almeno l’80% da giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni.

Tutti gli interessati possono spedire o consegnare i progetti per accedere ai finanziamenti previsti dal Piano Regionale Annuale 2008 (legge regionale 46/95) entro il 31 gennaio al servizio Politiche sociali della Provincia (Piazza Simonetti 36 - 63100 Ascoli Piceno).

Le schede progettuali, i criteri, gli indirizzi, e i dettagli sulle modalità di presentazione possono essere consultati sulla sezione dedicata all’interno del portale della Provincia all’indirizzo www.provincia.ap.it/polsoc mentre per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi agli uffici del servizio Politiche sociali telefonicamente ai numeri 0736-277/303 / 354 o via mail all’indirizzo antonella.nespeca@provincia.ap.it.

La condizione giovanile si definisce nelle società contemporanee con l'affermarsi della scolarizzazione di massa, che permette la creazione di spazi di vita autonomi rinviando l'ingresso nei ruoli adulti. Questo processo ha radicalmente mutato il volto delle nostre società come è apparso evidente a partire dagli anni sessanta con la nascita dei primi movimenti giovanili e dei conflitti che li hanno visti protagonisti.

Da allora ci si interroga sulla questione giovanile, cercando di comprendere quali sono le condizioni di potenziale conflittualità, quali i corsi d'azione in grado di contenerla e integrarla.
20 gennaio 2009
Dispositivo CPR Marche - Convocazione Assemblea Regionale e presentazione candidature a Segretario Regionale

Delibera 01 del 05/01/2009

Il Comitato Promotore Regionale dell’Organizzazione Giovanile del Partito Democratico delle Marche, riunito in data 05/01/2009 presso la sede dell’Unione Reg.le del Pd ad Ancona (p.za Cavour, 8), delibera quanto segue:

1. La Prima Assemblea Regionale dei Giovani Democratici delle Marche è convocata per l’intera giornata di DOMENICA 08 FEBBRAIO 2009, con inizio dei lavori alle ore 9.30, presso Casa del Popolo di ANCONA, nel quartiere Palombella (vicino alla stazione);

2. nella stessa Assemblea si provvederà ad eleggere:

  • il Segretario Regionale (a scrutinio segreto)
  • i componenti della Regione Marche alla direzione nazionale (secondo quanto stabilito dal dispositivo nazionale del 20/12/2008)
  • la Commissione “Statuto regionale”
  • la Commissione di Garanzia;

3. le candidature a Segretario Regionale dell’Organizzazione Giovanile del Partito Democratico devono essere presentate entro le ore 12.00 del giorno VENERDÌ 30 GENNAIO 2008;

4. ogni candidatura di cui sopra deve essere supportata da almeno quindici (15) firme di componenti dell’Assemblea Regionale delle Marche di almeno tre (3) province della regione, allegate all’atto di presentazione della candidatura;

5. la candidatura deve essere consegnata al Comitato Promotore Regionale delle Marche, o a mano presso la sede dell’Unione Reg.le del PD (p.za Cavour, 8 Ancona) o tramite posta (per raccomandata A/R) o fax (071.2073973);

6. i Comitati Promotori Provinciali hanno il compito di inoltrare e comunicare ai rispettivi delegati (delle Assemblee regionale e nazionale) la data dell’assise regionale e il presente dispositivo.

Ancona, li 05/01/2008

Il Comitato Promotore Regionale - Marche

14 gennaio 2009
Dobbiamo fare la nostra scelta

APPELLO DELLA TAVOLA DELLA PACE
Fermare la guerra a Gaza non è un obiettivo impossibile.
Dobbiamo fare la nostra scelta.
Complici della guerra o costruttori di pace?

Sabato 17 gennaio 2009 ore 10.00 Incontriamoci ad Assisi per la pace in Medio Oriente in nome dei diritti umani e della legalità internazionale, gridiamo insieme: "Fermatevi! Fermiamola!"

Quanti bambini, quante donne, quanti innocenti dovranno essere ancora uccisi prima che qualcuno decida di intervenire e di fermare questo massacro? Quanti morti ci dovranno essere ancora prima che qualcuno abbia il coraggio di dire basta?

Vergogna! Quanto sta accadendo è vergognoso. Vergognoso è il silenzio dell'Italia e del mondo. Vergognosa è l'inazione dei governi europei e del resto del mondo che dovevano impedire questa escalation. Vergognoso è il veto con cui gli Stati Uniti ancora una volta stanno paralizzando le Nazioni Unite. Vergogna!

Niente può giustificare un bagno di sangue. Nessuna teoria dell'autodifesa può farlo. Nessuno può rivendicare il diritto di compiere una simile strage di bambini, giovani, donne e anziani senza subire la condanna della comunità internazionale. Nessuno può arrogarsi il diritto di infliggere una simile punizione collettiva ad un milione e mezzo di persone. Nessuno può permettersi di violare impunemente la Carta delle Nazioni Unite, la legalità e il diritto internazionale dei diritti umani.

Tutto questo è inaccettabile. Inaccettabile è il lancio dei missili di Hamas contro Israele. Inaccettabile è la guerra scatenata da Israele contro Gaza. Inaccettabile è l'assedio israeliano della Striscia di Gaza. Inaccettabile è la continuazione dell'occupazione israeliana dei territori palestinesi. Inaccettabili sono le minacce di distruzione dello Stato di Israele. Inaccettabili sono le violenze, le umiliazioni e le immense sofferenze quotidiane inflitte ai palestinesi e la costante violazione dei fondamentali diritti umani. Inaccettabile è il nuovo muro costruito sulla terra palestinese. Inaccettabile è il silenzio e l'inazione irresponsabile dell'Onu, dell'Europa e dell'Italia.

La continuazione di questo dramma è una tragedia per tutti. La più lunga della storia moderna. Nessuno può chiamarsi fuori. Siamo tutti coinvolti. Tutti corresponsabili. Questa guerra non sta uccidendo solo centinaia di persone ma anche le nostre coscienze e la nostra umanità. Il nostro silenzio corrode la nostra dignità.

Complici della guerra o costruttori di pace? Dobbiamo fare la nostra scelta. Altre opzioni non ci sono.

Di fronte a queste atrocità, dobbiamo innanzitutto cambiare il modo di pensare. Non ha alcun senso schierarsi con gli uni contro gli altri. Occorre trovare il modo per aiutare gli uni e gli altri ad uscire dalla terrificante spirale di violenza che li sta brutalizzando. Anche la teoria dell'equidistanza è insensata perché nega la verità e falsa la realtà. La vicinanza a tutte le vittime è il modo più giusto di cominciare a costruire la pace in tempo di guerra.

Dobbiamo uscire dalla cultura della guerra. E' vecchia e fallimentare. Nessuna guerra ha mai messo fine alle guerre. La guerra può raggiungere temporaneamente alcuni obiettivi ma finisce per creare problemi più grandi di quelli che pretende di risolvere. Non c'è nessuna possibilità di risolvere i problemi dei palestinesi, di Israele e del Medio Oriente attraverso l'uso della forza. La via della guerra è stata provata per sessant'anni senza successo. Anche il buon senso suggerisce di tentare una strada completamente nuova.

Dobbiamo pensare e realizzare il Terzo. Non sarà possibile risolvere la questione palestinese o mettere fine alle guerre del Medio Oriente senza l'intervento di un Terzo al di sopra delle parti. Oggi questo Terzo purtroppo non esiste. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu è ancora paralizzato dal veto degli Stati Uniti. I governi europei sono divisi e incapaci di sviluppare una politica estera comune. Ma questa realtà non è immutabile. Esserne consapevoli deve spingerci a lavorare con ancora maggiore determinazione per pensare e realizzare il Terzo di cui abbiamo urgente bisogno.

Fermare la guerra non è un obiettivo impossibile. Le Nazioni Unite devono cambiare, imporre l'immediato cessate il fuoco, soccorrere e proteggere la popolazione intrappolata nella Striscia di Gaza. L'Europa deve agire con decisione e coerenza per fermare questa inutile strage e ridare finalmente la parola ad una politica nuova. Non può permettersi di sostenere una delle due parti. Deve avere un autentico ruolo conciliatore.

La guerra deve essere fermata ora. Non c'è più tempo per la vecchia politica, per la retorica, per gli appelli vuoti e inconcludenti. E' venuto il tempo di un impegno forte, autorevole e coraggioso dell'Italia, della comunità internazionale e di tutti i costruttori di pace per mettere definitivamente fine a questa e a tutte le altre guerre del Medio Oriente. Senza dimenticare il resto del mondo. Per questo, dobbiamo fare la nostra scelta.

Giovani, donne, uomini, gruppi, associazioni, sindacati, enti locali, media, scuole, parrocchie, chiese, forze politiche: "a ciascuno di fare qualcosa!"



Tavola della Pace, Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani, Acli, Arci, Agesci, Articolo 21, Cgil, Pax Christi, Libera. Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie, Legambiente, Associazione delle Ong italiane, Beati i Costruttori di pace, Emmaus Italia, CNCA, Gruppo Abele, Cipsi, Banca Etica, Volontari nel Mondo Focsiv, Centro per la pace Forlì/Cesena, Lega per i diritti e la liberazione dei popoli

14 gennaio 2009
IDEE E PROGETTI PER LA CULTURA

Gli Amministratori del Partito Democratico condividono le loro esperienze

lunedì 19 gennaio, presso il centro culturale “l’Isola”

di Chiaravalle Via G. Bruno 3 ore 15,30

Carissime/i,

raramente abbiamo l’occasione di raccontarci quello che abbiamo fatto nella nostra attività amministrativa, di scambiarci opinioni ed esperienze che potrebbero esserci reciprocamente utili. Molto spesso a distanza di pochissimi chilometri, assessori dello stesso schieramento e addirittura dello steso partito, ignorano le iniziative e le attività l’uno dell’altro.

L’appuntamento a cui ti invitiamo, insieme agli altri assessori alla cultura, ai dirigenti politici e agli amministratori che seguono questo settore nella regione Marche, ha proprio questo scopo: raccontarci esperienze amministrative e politiche e metterle a confronto.

Come risultato di questa giornata costruiremo una sorta di “decalogo” di punti irrinunciabili per l’azione politica e amministrativa del nostro Partito e delle Giunte a cui partecipa, sulla base del quale organizzeremo un importante Convegno durante il quale formalizzeremo anche il Forum sulla Cultura.

Il documento definitivo che ne uscirà sarà sottoposto ai candidati del PD e delle coalizioni che affronteranno la campagna elettorale del 2009, perché ne tengano conto nella stesura dei loro programmi elettorali.

Non mancare cordiali saluti,

La Segretaria                                                  La Responsabile regionale Beni e Attività Culturali

Sara Giannini                                                                         Marta Costantini


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13 gennaio 2009
Riconversione Sgl Carbon, compila il questionario di Legambiente

Legambiente di Ascoli Piceno sta raccogliendo questo questionario online sul tema RICONVERSIONE SGL CARBON, fallo girare con preghiera di compilazione

http://www.decidituperascoli.it/formQuestionario.html


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13 gennaio 2009
Venerdì Tavola Rotonda su Economia, Lavoro, Stato Sociale
12 gennaio 2009
Gaza: dal Pse un appello per la fine delle violenze
Da Rose Rosse d'Europa riceviamo e pubblichiamo quanto segue
  
Il Gruppo PSE al Parlamento Europeo:
1 Esprime la propria più profonda indignazione per le violenze nella Striscia di Gaza e per le conseguenze dello sproporzionato uso della forza da parte dell’esercito israeliano, causa di centinaia e centinaia di vittime, una larga parte delle quali civili, tra cui anche numerosi bambini.
Deplora fortemente che obiettivi civili e delle Nazioni Unite siano stati colpiti; chiede a Israele di rispettare i propri obblighi in materia di diritto internazionale e di diritto internazionale umanitario, nonché di permettere alla stampa internazionale di seguire gli eventi sul campo. Chiede ad Hamas di interrompere il lancio di razzi e di assumersi le proprie responsabilità impegnandosi in un processo politico che conduca alla ripresa del dialogo inter-palestinese e dei negoziati in corso.
2 Chiede un cessate-il-fuoco immediato. Il cessate-il-fuoco, che deve comprendere anche un ritiro dai territori rioccupati in questi ultimi giorni, e la tregua negoziata dovrebbero essere garantiti da un meccanismo predisposto dalla comunità internazionale al fine di permettere il dispiegamento, lungo i confini della Striscia di Gaza, di una forza multinazionale che includa anche i Paesi arabi e musulmani. Invita l’Unione Europea ad appoggiare ogni accordo raggiunto presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
3 Domanda con forza alle autorità israeliane di permettere che i viveri, l’aiuto medico più urgente e il carburante possano essere consegnati attraverso l’apertura di valichi e la rimozione del blocco della Striscia di Gaza. L’annuncio dell’apertura di un corridoio umanitario a Rafah è un primo passo che deve essere urgentemente realizzato. Chiede alle istituzioni europee ed agli altri donatori internazionali, in cooperazione con le Nazioni Unite e le Organizzazioni Non-Governative, di fornire un livello di aiuti adeguato in vista delle crescenti necessità e chiede ad Israele di non ostacolare questo sforzo umanitario essenziale. Questo aiuto potrebbe contribuire a ricostituire gradualmente una ripresa economica nella Striscia ed a ricreare condizioni di vita dignitose per la popolazione palestinese, in particolare per i più giovani.
4 Considera che la riattivazione immediata degli “Accordi su Movimento e Accesso” e dei “Principi Negoziati per il Valico di Gaza”, del settembre 2005 tra Egitto, Israele e Palestina dopo il ritiro unilaterale di Israele da Gaza, deve essere garantita senza alcuna restrizione. L’Unione Europea potrebbe dare un contributo essenziale in questo senso riattivando la propria missione di monitoraggio a Rafah.
5 Ribadisce che non può esistere alcuna soluzione militare per il conflitto israelo-palestinese e ritiene che sia il momento per un accordo di pace complessivo e duraturo che tenga conto dei negoziati condotti finora da entrambe le parti. Una conferenza internazionale promossa dal Quartetto e con la partecipazione di tutti gli attori regionali, sulla linea dei precedenti accordi tra Israeliani e Palestinesi e dell’iniziativa di pace della Lega Araba, potrebbe essere messa in atto nel perseguimento di tale obiettivo. Considera che un rinnovato sforzo per la riconciliazione tra i Palestinesi sia un passo essenziale in questa prospettiva.
6 Sottolinea nuovamente che ogni rafforzamento delle relazioni politiche tra Israele e l’Unione Europea deve essere fortemente condizionato al rispetto del diritto internazionale umanitario, a un impegno concreto verso un accordo di pace complessivo, alla fine della crisi umanitaria a Gaza e nei Territori Occupati e al rispetto della piena attuazione dell’Accordo di Associazione tra Unione Europea e Autorità Palestinese. Finché la situazione rimarrà così critica, il Gruppo PSE manterrà la propria posizione negativa sul voto del parere del Parlamento Europeo su una più avanzata partecipazione di Israele ai programmi comunitari.
7 E’ preoccupato per le serie conseguenze della recrudescenza del conflitto sulla vita quotidiana dei cittadini della regione e sulle speranze di una pace duratura in tutto il Medio Oriente; sottolinea altresì il rischio di nuocere alla comprensione reciproca ed al dialogo tra tutte le comunità in Europa.
8 Chiede urgentemente all’Unione Europea di assumere un ruolo politico più forte ed unito, come fu nel caso della crisi in Libano nel 2006 e della recente crisi tra Georgia e Russia. Nella propria azione, l’Unione Europea deve cogliere l’opportunità di cooperare con la nuova amministrazione statunitense e di porre termine al conflitto con un accordo basato sulla soluzione “due popoli, due Stati”, dando finalmente la possibilità ad Israeliani e Palestinesi di vivere fianco a fianco in pace e sicurezza. Questo sarebbe un contributo enorme all’obiettivo di creare una nuova struttura pacifica di sicurezza regionale in Medio Oriente.
9 Invita i propri Membri, in collaborazione con i partiti del socialismo europeo, con gli altri movimenti progressisti e con le organizzazioni non-governative, a promuovere attivamente tra l’opinione pubblica europea una campagna politica centrata sul forte appello per la pace in Medio Oriente.

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11 gennaio 2009
Crisi, l'appello di Mandozzi

"Sento di lanciare un appello a tutte le amministrazioni locali affinché, nella predisposizione dei propri bilanci di previsione, possano inserire l'opportunità di alleviare i costi delle famiglie colpite dalla crisi"

Partendo dalla convinzione che in un periodo di crisi accentuata come quello attraversato dal Piceno, tutti debbono fare la loro parte per cercare di aiutare quanti si trovano in difficoltà (e sono veramente molti), in primis lavoratori che hanno subito il dramma della perdita del posto di lavoro o che sono attualmente in cassa integrazione e che vedono il proprio futuro occupazionale con la lente dell’incertezza, sento di lanciare un appello a tutte le amministrazioni locali affinché, nella predisposizione dei propri bilanci di previsione, possano inserire l’opportunità di alleviare i costi delle famiglie colpite dalla crisi.
Mi riferisco in modo particolare, e di ciò ne ho già parlato con alcuni amministratori comunali del comprensorio piceno come ad esempio San Benedetto, Ripatransone e Spinetoli (che mi hanno confortato sull’utilità dell’iniziativa e che si sono detti in linea di principio d’accordo), alla possibilità di poter tagliare per un anno i costi di alcuni servizi scolastici alle famiglie con figli in età scolare. Servizi riferiti ad esempio alle rette di mense e trasporto scolastico, così come si potrebbe pensare di decurtare il costo delle rette mensili degli asili nido.
Così facendo, tante famiglie potrebbero vedere alleggerirsi, seppur di poco (considerando che il costo mensa di un mese per un figlio si aggira intorno ai 50 euro), la gravità della sussistenza economica. Anche questa è solidarietà, anche questo è un modo per far sentire meno soli quanti si trovano in momentanea difficoltà economica. Anche questo significa mettere in campo una politica attenta al sociale, di sostegno al reddito familiare.
Un segnale di solidarietà e, insieme, di grande forza di coesione sociale nonché di civiltà. Ovviamente il mio appello è rivolto a tutte le amministrazioni comunali, di centro-destra come di centro-sinistra, perché la crisi non ha colore politico così come i bisogni e le esigenze delle famiglie. Esempi concreti ci arrivano dallo stesso mondo del lavoro, dove sono gli stessi lavoratori i primi a rendersi utili e partecipi verso colleghi più sfortunati. Qualche esempio?
Alla Novico di Ascoli, azienda in difficoltà, grazie ad un accordo tra proprietà, sindacato e assessori al Lavoro della Provincia e della Regione, i lavoratori hanno accettato di lavorare tutti un po’ meno – 15 giorni al mese intervallati da 15 giorni di cassa integrazione -, per fare in modo di spalmare l’ammortizzatore sociale su una base più ampia senza gravare solo su una parte della forza lavoro.
Così come in questi giorni sta accadendo alla Meka2000 di Grottammare, fabbrica del gruppo Cossiri, dove la Rsu ed i sindacati hanno ovviato alla richiesta di una proroga per un altro anno di Cig, introducendo i contratti di solidarietà. Una riduzione dell’orario di lavoro pagata dagli stessi lavoratori, per far lavorare tutti. Altro che guerra tra poveri! I lavoratori hanno da sempre nel loro Dna il dono dell’equità e della giustizia sociale. Tutti i lavoratori e non solo quelli con qualche tessera in tasca e che per loro fortuna occupano posti non toccati dalla crisi in atto.
Tornando al mio appello, i Centri per l’Impiego della Provincia possono già mettere a disposizione dei Comuni gli elenchi di quanti sono in mobilità, mentre per quanti usufruiscono della cassa integrazione, gli elenchi debbono essere richiesti all’Inps.

Emidio Mandozzi
Vice Presidente della Provincia di Ascoli Piceno e Assessore alla Formazione Professionale e Politiche Attive del Lavoro

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